mangiare greco

In Grecia il mangiare è in realtà un occasione di socialità fondamentale.
Mangiare greco rispecchia un modo d'essere: i greci sono un popolo ospitale ed amano, durante i pasti, circondarsi di amici, parlottare sorseggiando un bicchiere di ouzo o di retsina, raccontare storie assaporando deliziosi piatti in compagnia.
I pasti sono abbondanti, quasi per esorcizzare qualsiasi futuro negativo, e vengono consumati con estrema calma per prolungare il piacere del rito: si parte dai mesèdes, ricchi antipasti a base di olive, sottoaceti, formaggi, salumi e deliziosi involtini di riso o carne trita, per poi passare ai piatti di verdure, le fantasiose insalate greche (ideali per le calde estati), stufati, pasta e torte salate, ed ai secondi piatti a base di pesce e carni.
Alla fine del pranzo, frutta fresca, un buon caffè nero greco e liquori tipici, per favorire canti e balli nel segno del vero spirito greco.
Fin dal periodo classico, intorno al V a.C. i cuochi greci erano molto rispettati per la loro abilità, e l'importanza del cibo e delle bevande rimane testimoniata non solo dalle decorazioni sui vasellami d'epoca, che rappresentano scene di grandi abbuffate e bevute epiche, ma anche nelle opere classiche di Platone ed Aristofane viene più volte sottolineata l'importanza sociale associata all'atto del mangiare.

La tradizione culinaria ha origini plurisecolari (2500 anni) e nonostante gli anni si distingue per qualità, gusto e genuinità, e se una certa leggenda ha un qualche fondamento di verità, è proprio la Grecia ad aver regalato agli chef di tutto il mondo il loro simbolo distintivo: in epoca medioevale i cuochi dei monasteri, per distinguersi dagli altri monaci, usavano indossare il classico lungo cappello non nero, ma di colore bianco; da ciò il famoso cappello da cuoco.

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